Le versioni più recenti di m.objects
presentano sistemi di settaggio sofisticati che talvolta possono
suscitare perplessità e indecisioni. L’articolo ha lo scopo di chiarire
alcune delle numerose possibilità offerte dal programma, con un occhio
rivolto alle esigenze del fotoamatore che desidera creare un’opera
dotata di uno scorrimento fluido.
Il rendering è una elaborazione informatica dei singoli fotogrammi di un
audiovisivo che permette di fondere le immagini, la colonna sonora e gli
effetti speciali scelti in un unico file. Questo procedimento viene
messo in atto dopo che abbiamo completato l’audiovisivo attraverso la
finestra che si apre cliccando il pulsante File, Indicato dal cerchio
rosso nella immagine.
GENERA PRESENTAZIONE MULTIMEDIALE
(*.EXE)
La prima soluzione proposta è la realizzazione di un file *.exe,
scegliendo la funzione Genera presentazione multimediale (*exe), come
indicato nel riquadro rosso. Questa funzione non ha subito alcuna
variazione rispetto alle precedenti versioni. La renderizzazione è
veloce e permette di ottenere un file molto scorrevole, con transizioni
decisamente fluide. E’ il file che utilizzo nelle proiezioni pubbliche,
quando mi servo del mio portatile e del mio videoproiettore. La estrema
fluidità è il suo punto di forza. Altro punto di forza è la sua capacità
di annullare l’antipatico effetto BANDING (o scalettatura) che spesso
compare nelle transizioni in audiovisivi in MP4.
Il file *.exe ha diversi inconvenienti. Viene letto solo da computer
dotati del sistema operativo Windows pertanto non è utilizzabile per
Macintosh o Linux. Del resto lo stesso programma non è compatibile con
questi sistemi. Allo stesso modo non può essere utilizzato per Youtube
né inserito in Android o in una Smart TV.
Un altro inconveniente è emerso
dalla versione 8.0 in poi (dicembre 2017). Si tratta della impossibilità
di ottenere una corretta riproduzione dell’audiovisivo utilizzando un
portatile Full-HD (1080 px) associato ad un
videoproiettore pure Full-HD (1080 px) con entrambi gli schermi attivi,
pertanto nella modalità Duplica (o Clone). Nel momento in cui si fa
partire l’AV, compare al centro del monitor la finestra riprodotta qui a
fianco.
Dice: Stai utilizzando dispositivi
di visualizzazione (ndr: attivo sia il monitor del portatile che il
videoproiettore) con frame rate diversi in modalità clone (ndr: modalità
Duplica), il che porterà ad animazioni a scatti. Utilizzare la modalità
desktop estesa (consigliata) o solo uno dei dispositivi (Windows-key +
P).
Se diamo l’OK, l’audiovisivo
parte, procedendo però con dissolvenze a scatti, pertanto risulterà
difettoso e inguardabile. Occorre chiudere la finestra e bloccare
l’audiovisivo (che nel frattempo è partito lo stesso) con il tasto Esc.
Ritornati sul desktop, bisogna applicare le istruzioni indicate nel
pannello: Windows-key + P. In pratica, tenendo premuto il tasto
dell’icona di Windows (situato a sinistra della barra spaziatrice), si
preme il tasto della lettera P, come nella foto di seguito (NB: ahimè,
devo pulire la tastiera).
Compare sullo schermo una finestra
che ci permette di selezionare i monitor che desideriamo siano attivi.
La finestra ha un aspetto diverso per Windows 10 rispetto a Windows 7,
ma le funzioni sono identiche. Di seguito riporto le rispettive
finestre.
DUPLICA (Clone): attivo sia il
monitor del portatile che il videoproiettore. NON USARE QUESTA
SOLUZIONE: l’AV andrebbe a scatti.
ESTENDI: Schermo del PC e schermo
del videoproiettore sono entrambi attivi ma è possibile, con il mouse,
trascinare l’icona dell’audiovisivo dallo schermo del computer allo
schermo del videoproiettore e farlo partire da lì. Per utenti esperti.
SOLO SECONDO SCHERMO (in W7: Solo
proiettore): sistema pratico e veloce. Io, che sono imbranato, utilizzo
questo. Lo schermo del portatile diventa NERO ed è attivo solo lo
schermo del videoproiettore che visualizza il vostro desktop, le vostre
cartelle e le icone dei vostri audiovisivi. Il vantaggio è anche nei
confronti del pubblico situato dietro di voi, che non riceve in faccia
la luce, di solito fastidiosa, dello schermo del pc.
Ovviamente dovete controllare la
serata guardando direttamente sul telo. Se siete un po’ miopi e le icone
sono troppo piccole, vi suggerisco questo percorso: Click con il tasto
destro del mouse in un punto qualsiasi del desktop/Impostazioni
schermo/Ridimensionamento e layout. Aprendo la casella, potete aumentare
il valore percentuale del testo fino a 200% (esagerato). Vale per
Windows10 mentre per Windows7 fate la stessa operazione e nella finestra
denominata Modifica l’aspetto della visualizzazione, cliccate in basso
l’opzione Ingrandimento o riduzione delle dimensione del testo. Nella
successiva finestra definite la percentuale. Al termine della serata,
con i tasti Windows + P potete ritornare a schermi duplicati.
Tutto questo, ripeto, vale solo
per gli audiovisivi realizzati con m.objects dalla versione 8.0 in poi.
Gli audiovisivi realizzati con le versioni precedenti non danno
problemi.
Altra informazione
importante: quanto detto vale per chi utilizza computer portatili
Full-HD cioè 1920x1080. Chi utilizza portatili di vecchia generazione
con schermo NON Full-HD (1366x768) non ha nessun problema anche con
entrambi gli schermi attivi. Deve però ricordare che il videoproiettore
verrà sottoutilizzato perché, ricevendo la risoluzione del portatile,
andrà a 1366x768. Su questo tema ho pubblicato nel 2015 una articolo
intitolato LA FERRARI E LA PANDA (risoluzione del videoproiettore) che
potete trovare nel mio sito web, sotto la voce ARTICOLI DI TECNICA, e
che potete scaricare in formato PDF.
http://www.giannirossi-fotoviaggi.com/Articoli%20diaporama/Articoli%20tecnici%20su%20audiovisivi.htm
REALIZZAZIONE DI UN FILE *.MP4
Ripartiamo dalla finestra File di m.objects, scegliamo la funzione
export as Video e da qui optiamo per H264/H265 Video (PM4, MKV, MOV),
come illustrato nella figura. In versioni meno recenti non è contemplata
la possibilità H265 che è stata inserita nel 2019 e riguarda i file
Ultra-HD, cioè 4K.
La finestra Export Video per
la gestione del formato MP4 è riportata a fianco. Prenderemo in
considerazione le funzioni in grado di generare dubbi, partendo dalla
prima in alto, denominata Preset. Aprendo la casella User Defined, ci
ritroveremo con numerosissime possibilità, legate alla destinazione del
nostro audiovisivo. Troviamo Preset destinati alla TV, a YouTube o Vimeo,
al Computer, ad Apple iPhone e ad Android (vedi figura). In tutte le
opzioni le variabili sono: Full-HD (alta definizione = 1920x1080 px)
oppure Ultra-HD (HEVC - High Efficiency Video Coding = 4K = 3840x2160 px).
Occorre premettere che il nostro
computer, per renderizzare un file in formato MP4, realizza una
compressione che viene ottenuta attraverso un sistema di codifica
(Codec) contenuto nel computer in cui abbiamo installato m.objects. Per
capirci meglio, pensiamo ad un sistema di compressione fotografica a cui
tutti ormai siamo abituati, il JPEG. La compressione serve per ridurre
le dimensioni del file. Nella versione 9.0 di mobj, oltre al
tradizionale Codec H.264, è disponibile anche il Codec H.265.
Questo è destinato a comprimere
gli audiovisivi realizzati in 4k, cioè ad una risoluzione di 3840x2160
px. Questi audiovisivi sono dotati di foto molto grandi per cui il file
che ne risulta avrà dimensioni enormi: per questo motivo necessitano di
un Codec con grande capacità di compressione. Giusto il Codec H.265. La
forte compressione che si ottiene mediante il Codec H.265 richiede una
scheda video molto potente, per cui è consigliabile effettuare
l’operazione con un PC fisso e non con un Notebook, che spesso non ha
una scheda video adeguata.
Ulteriori problemi nascono in fase
di riproduzione dell’audiovisivo. Per mantenere il dettaglio, occorre
avere un proiettore 4K, con un cavetto Ultra-HDMI ed un computer molto
potente, con una scheda video di altissima qualità, capace di
decodificare in modo fluido il Codec H.265. Il Computer fisso ci riesce,
ma i portatili attualmente in commercio non sembrano avere questi
requisiti. Il requisito fondamentale è che il dispositivo di output
supporti H.265.
Lo scorso anno ho fatto esperienza
con un modello presentato tra i top di gamma, (Asus VivoBook Pro
Notebook, 15.6" 4K/UHD IPS, Intel Core i7-7700HQ, RAM 16 GB, HDD da 1TB
e SSD da 512 GB, NVidia GTX1050, 4 GB di RAM dedicati) senza riuscire ad
ottenere la fluidità necessaria, interrotta da piccoli scatti nelle
dissolvenze. Speriamo nel futuro. D’altronde quando vado a proiettare
nelle rassegne mi servo di un portatile, non posso certo portare con me
il fisso.
In conclusione ho accantonato
l’idea dell’audiovisivo in 4K in attesa di tempi migliori e proietto in
Full-HD. E’ per questa serie di motivi che suggerisco di scegliere,
nella finestra vista sopra, come Preset Full-HD H.264. La finestra
propone anche una soluzione Ultra-HD con compressione H.264. Questa
soluzione permette di realizzare un Audiovisivo in 4K e di comprimerlo
con il Codec tradizionale. L’audiovisivo diventerà molto pesante ma se è
di breve durata il peso potrebbe non costituire un gran problema.
Suggerisco di fare delle prove a casa con il proprio portatile e con il
proprio proiettore 4K, facendo scorrere alcuni brevi AV realizzati in 4K
e renderizzati in Ultra-HD H.264.
Ritornando alla finestra Export
video, noterete che vengono proposte tre diverse possibilità di fps (Frames
per Seconds) definita anche Framerate. Si tratta del numero di
fotogrammi al secondo. Lo standard è 30 fps, mentre il valore di 60 fps
migliora nettamente la fluidità ma è letto correttamente solo da
portatili con una discreta potenza di calcolo e inoltre crea un file più
pesante. 120 fps richiede una decodifica decisamente più impegnativa per
il portatile, per cui è sconsigliato.
Se siete dotati di un vostro
impianto, fate delle prove, per capire se il vostro portatile è in grado
di mantenere il ritmo a 60 fps senza scatti. Se invece siete abituati a
utilizzare i portatili e i videoproiettori dei circoli fotografici che
vi ospitano (vivamente sconsigliato) oppure se inviate il vostro
audiovisivo ad un concorso e non sapete con quale impianto verrà
valutato, vi consiglio di preparare un AV a 30 fps che ha una lettura
più universale, anche su impianti deboli. Per la maggior parte dei PC,
il valore di 30 fps è il miglior compromesso per ottenere dissolvenze
incrociate fluide e sequenze di movimenti morbide.
Le caselle Framerate, Resolution,
Compression entrano in automatico in base alla scelta che avete fatto in
Preset. Video Aspect Ratio è la finestra del formato. Offre varie
soluzioni (3:2; 16-9) su cui non mi soffermo. Global Zoom va lasciato a
100. Container Type rimane MP4. Due parole sul Bitrate, cioè la modalità
con cui avviene il flusso dei dati. E’ il numero di bit al secondo che
vengono trasmessi in un flusso digitale. In base a suggerimenti ricevuti
da esperti e leggendo le istruzioni del manuale tedesco di mobj 2020, ho
sempre preferito il Flusso costante (constant Bitrate CBR). Il manuale
suggerisce il pulsante Default per scegliere i kbps delle Bitrate e
sottolinea che portare il cursore su extreme appesantisce inutilmente il
file senza offrire vantaggi rispetto alla posizione high.
Interessante è il pulsante
Hardware Acceleration. E’ possibile affidare la renderizzazione alla CPU
del proprio computer oppure affidarla alla scheda video in dotazione, ad
esempio AMD, Intel oppure NVidia graphics. In questo caso occorre
pensare sempre alla decodifica, cioè alla fase di riproduzione
dell’audiovisivo da parte del portatile. Se utilizzo un computer con
NVidia per creare l’AV, questo verrà riprodotto correttamente da un
portatile con una scheda grafica NVidia. Con una scheda grafica diversa,
la riproduzione potrebbe non essere perfetta.
Utilizzare la propria scheda
grafica per creare l’audiovisivo permette sicuramente un renderizzazione
più veloce, ma non sono sicuro che ci siano delle forti differenze sulla
qualità. Ancora una volta, pensando di inviare il proprio audiovisivo ad
un concorso, dove potrebbe essere riprodotto su un portatile modesto,
conviene optare per CPU (slow, higher Quality). Questo garantisce una
notevole universalità di riproduzione.
REALIZZAZIONE DI UN FILE WINDOWS
MEDIA VIDEO (*.WMV)
La terza possibilità offerta dal
programma è la creazione di un file nel formato Windows Media Video (*.WMV).
Si ottiene seguendo il percorso File/export as Video/Windows Media Video
(WMV) che permette di aprire la finestra qui riprodotta.
Il settaggio è rimasto invariato
rispetto alle versioni precedenti di mobj. Permette di scegliere il
Framerate (fps) con numerose soluzioni. Per la scelta valgono i criteri
espressi in precedenza: la soluzione più “universale” è 30 fps, maggiore
fluidità ma minore compatibilità con 60 fps.
La compressione avviene con un
algoritmo definito Windows Media Video (WMV3) Compression. Il numero 3
sta ad indicare che è il codec relativo alla versione Windows Media
Video 9, la più recente. Questo formato, essendo un prodotto Windows,
permette di realizzare una renderizzazione ottimale, con notevole
fluidità di scorrimento delle immagini. E’ riproducibile mediante il
lettore Windows Media Player, presente solo nel sistema operativo
Windows. Viene letto e riprodotto senza difficoltà anche dal programma
VLC. I possessori di Macintosh dovranno servirsi di questo programma per
aprire i file *.WMV. In conclusione. È un buon sistema di compressione
ma di tipo “proprietario” che può trovare difficoltà con altri sistemi
operativi. |